Margaret Thatcher con David Cameron al numero 10 di Downing Street. Londra, 8 giugno 2010

Cameron finisce il lavoro di Thatcher

Mentre la stampa britannica di sinistra attacca i pesantissimi tagli alla spesa pubblica imposti dal governo, i conservatori sperano che la riduzione dell'intervento statale basti a far ripartire l'economia.

Pubblicato il 21 Ottobre 2010 alle 14:20
Margaret Thatcher con David Cameron al numero 10 di Downing Street. Londra, 8 giugno 2010

Sul Guardian Seumas Milne paragona "la batteria di tagli" svelata il 20 ottobre dal governo liberal-conservatore a "una specie di colpo di stato", una "barbarità" che "non soltanto rappresenta il più duro colpo alla spesa pubblica dagli anni venti", ma rivela anche come "la coalizione guidata dai Tories stia usando la crisi economica per riorganizzare la società".

"È un elettroshock alla Gran Bretagna, il culmine del progetto dei conservatori di smantellare il cuore dello stato sociale iniziato più di trent'anni fa, o per dirla alla Osborne, di 'rimodellare' il servizio pubblico".

Lo spirito degli anni della Lady di ferro è evocato anche da Johann Hari sull'Independent. Secondo Hari [Il cancelliere dello scacchiere] "George Osborne si è appena giocato il vostro futuro su una teoria economica estrema che ha fallito ovunque sia stata sperimentata". Hari accusa David Cameron e George Osborne "di ignorare la realtà.

Entrambi hanno ignorato gli avvertimenti del Financial Times, il giornale più critico nei confronti della loro strategia, e i consigli di premi Nobel come Paul Krugman e Joseph Stiglitz, che dall'inizio della crisi hanno avuto sempre ragione.

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Entrambi si sono rifiutati di riconoscere che il paese che hanno preso a modello per combattere la recessione – 'guardiamo e impariamo da chi sta dall'altro lato del mare d'Irlanda', nelle parole di Osborne – ha subito il peggior collasso tra i paesi del primo mondo. Entrambi hanno scelto invece di obbedire ciecamente ai precetti ideologici che hanno appreso come piccoli tatcheriani: taglia lo stato sociale e fai pagare tutto ai poveri."

Sul Times Camilla Cavendish sottolinea invece che "la festa è finita. E che festa che è stata! Ubriaca di opulenza, l'alta borghesia viziata ha ignorato il malcontento dei contribuenti, che vedevano crescere le tasse comunali, le assicurazioni sanitarie e il canone televisivo di pari passo con l'incapacità di chi li gestiva.

I politici venivano giudicati sulla base della quantità di soldi investiti e del numero di leggi emendate, non importa quanto fossero insostenibili e controproducenti. Come dovremmo giudicare un governo che ha in programma di spendere meno? La più grande sfida di Osborne è quella di riportare la Gran Bretagna sul cammino della crescita.

Senza crescita saranno inevitabili ulteriori tagli alla spesa e aumenti delle tasse". Tuttavia, prosegue Cavendish, "senza creazione di posti di lavoro resteremo bloccati". Il settore privato dovrà "correre come una locomotiva per rispettare le previsioni del Cancelliere. E avremo bisogno di qualcosa di più dell'energia verde, che ha un potenziale occupazionale limitato. Avremo bisogno del settore dove siamo più forti: i servizi finanziari".

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