Divieto di velo – un passo falso

In Francia è entrato in vigore il divieto di portare il velo islamico nei luoghi pubblici. Una misura puramente elettorale, che rischia di radicalizzare i musulmani moderati e attizzare le tensioni sociali.

Pubblicato su 11 Aprile 2011 alle 14:52

Quando negli anni ’70 dell’ottocento il Cancelliere di ferro Otto von Bismark se la prese con la chiesa cattolica nella Germania da poco unita, quello scontro fu soprannominato kulturkampf – battaglia per la cultura.

Partendo dal presupposto che nessun tedesco potesse essere fedele a un’autorità religiosa straniera con sede a Roma, la battaglia fu presentata come un’iniziativa volta ad affrancare piuttosto che a opprimere i credenti, ma non portò a nulla. I cattolici si strinsero attorno al loro pontefice, e quando furono costretti a scegliere tra religione e fedeltà allo stato in molti casi optarono per la prima.

Queste considerazioni dovrebbero essere ben chiare nella testa dei francesi ora che la loro kulturkampf contro chi indossa il velo integrale è garantita per legge e che molte donne francesi hanno espresso l’intenzione di continuare a indossare il burqa o il niqab in pubblico, nonostante il rischio di essere arrestate.

L’opinione pubblica britannica ha sbagliato a sottovalutare la determinazione della Francia in proposito, dando spesso per scontato che l’ostilità al velo fosse un pretesto degli islamofobi di estrema destra. È un malinteso: la Francia, molto più della Gran Bretagna, conosce il significato profondo di una guerra di religione.

Nel 1570 Parigi grondava del sangue dei protestanti massacrati, un conflitto che lacerò il paese per intere generazioni. Sapere quanto abbia sofferto la Francia per colpa della religione avvalora il consenso della sinistra e della destra sulla necessità di far rispettare nella vita pubblica la laicità dello stato.

È un peccato, però, che questo concetto ammirevole sia ora oggetto delle torbide manovre di un presidente che vuole farsi rieleggere nel 2012, nonostante i sondaggi lo diano in svantaggio anche rispetto alla candidata di estrema destra Marine Le Pen. C’è il sospetto che Nicolas Sarkozy desideri arrivare allo scontro con i musulmani nella speranza di racimolare consensi.

Se è così, sta giocando col fuoco. Poche donne musulmane in Francia indossano il velo integrale, ma molti musulmani francesi non gradiscono che la loro comunità sia presa di mira. C’è dunque il pericolo che il nuovo divieto si riveli controproducente. Ed è un bene che nessuno dei più importanti partiti britannici voglia seguire le orme della Francia lungo questa strada. (traduzione di Anna Bissanti)

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