Analisi Tabloid britannici e regolamenti UE

La vera storia di come i “matti di Bruxelles” hanno voluto raddrizzare le banane

Per oltre vent’anni, i tabloid britannici hanno accusato gli "anonimi burocrati dell'Ue" di aver creato – tra le altre cose – regole per bandire i frutti dalla forma irregolare. La verità è sorprendente: la colpa è molto probabilmente dei francesi.

Pubblicato il 13 Ottobre 2020 alle 19:44

Più di un giornalista sogna di creare una mito così potente da durare nel tempo e da plasmare la percezione che la gente ha di un'istituzione. Poche storie sull'Unione europea hanno una longevità paragonabile a quella della "norma sulle banane curve", apparsa per la prima volta nel Regno Unito in una articolo del Sun del settembre 1994. 

Secondo il resoconto della giornalista Lucinda Evans, "i burocrati di Bruxelles" hanno creato una legge inutile che avrebbe "messo fuori legge le banane curve". "Le norme insensate sono state elaborate da annoiati capi ripartizione dell'Unione europea, che hanno speso migliaia di euro per uno studio durato un anno", dice l’articolo. Il titolo del Sun urla: "Ora sono davvero andati fuori di testa" [“gone bananas”]. I tabloid Daily Mirror, Daily Mail e Daily Express hanno seguito a ruota e pubblicato diversi articoli sulle banane curve.

Sebbene la vicenda della norma senza senso partorita da burocrati fuori controllo sia stata quasi immediatamente oggetto di verifica e di contestualizzazione da parte di altri giornalisti, l’effetto che ha suscitato permane ancora oggi nei tabloid ed è un argomento sempreverde dell’estrema destra eurofoba. 

L’attuale premier britannico Boris Johnson ha più volte evocato le "folli" regole dell'Ue sulla forma delle banane per giustificare il suo voto a favore della Brexit nel referendum del 2016. La "banana curva" è diventata una leggenda urbana sulla burocrazia onnipotente nella “folle Bruxelles”. Ha fissato lo standard per storie simili, molte delle quali erano destinate a suscitare l'indignazione a proposito di un'Unione europea presuntamente scollegata dalla realtà. La narrazione sulle dissennate regole europee sulle banane curve, sui cetrioli storti e su altre eccentricità normative ha avuto un ruolo cruciale nel determinare l'uscita del Regno Unito dall'Ue.

Una pila di documenti

Eppure, se si va al di là dell’aspetto aneddotico della vicenda della banana curva e si dà un’occhiata più approfondita a ciò che è successo negli uffici della Commissione europea nel 1994, emerge una storia diversa e più complessa. La vera vicenda che sta dietro alla norma sulle banane del 1994 sta si trova negli archivi della Commissione. Era nascosta in una pila di 41 documenti, per lo più fax e lettere scritte a macchina in francese. Abbiamo ritrovato di recente quei documenti che dormivano da oltre vent’anni, in seguito a un Foia presentato alla Commissione stessa. Forniscono una rara visione dall’interno del processo legislativo europeo e delle persone che vi prendono parte.

In realtà, l'Unione Europea una legge sulle banane ce l’ha: il regolamento 2257/94 stabilisce che le banane devono soddisfare standard minimi di qualità, come l'assenza di malformazioni o di curvature anomale dei frutti. Il regolamento non vieta del tutto le banane curve. Piuttosto, ne limita la vendita a determinate categorie commerciali. Secondo la norma, le banane della categoria "extra" non devono avere difetti, ma le banane della classe 1 possono avere "lievi difetti di forma" e le banane della classe 2 possono avere "difetti di forma" aggiuntivi. Ciò include, presumibilmente, difetti come una "curvatura anomala".

Come ha sottolineato un articolo dell'Independent uscito pochi giorni dopo la storia del Sun, queste regole non erano né arbitrarie né ingiustificate, in quanto puntavano a che le imprese importatrici “ottenessero un buon rapporto qualità-prezzo", evitando che i sussidi agricoli dell'Ue venissero sprecati per prodotti di cattiva qualità. Ma a quel punto la narrazione del tabloid sulla burocrazia elefantiaca e “l’annoiato capo ripartizione dell’Ue” era impostata. “La più sciocca delle regole dell'Ue è finalmente diventata un legge britannica", ha riferito l'Express successivamente.

“Uomini grigi di Bruxelles”

Ma se la legge delle "banane curve" non è una storia di burocrazia dilagante, che cos'è allora? 

A seguito di un'altra storia simile esposta nei comunicati stampa dell'Ue, figure dell'establishment britannico come l'ex ministro del governo conservatore ed eurofilo Kenneth Clarke hanno cercato di presentare la regolamentazione proveniente dall'Unione europea come un processo legislativo essenziale e di buon senso. Le leggi che sarebbero imposte al Regno Unito dagli "uomini grigi" di Bruxelles in realtà sono state fatte nell'interesse della "protezione dei consumatori, della qualità dei prodotti, delle regole ambientali ... tutto questo genere di cose", ha detto Clarke a un canale televisivo canadese nel 2016. A metà degli anni Novanta, l'ufficio stampa della Commissione a Londra ha istituito un sistema di risposta rapida per contrastare le storie negative sull’Ue nella stampa britannica. Ha prodotto oltre 400 confutazioni di "Euromiti".

Purtroppo quello che è successo nel 1994 non rientra né nel racconto dei tabloid sui "pazzi di Bruxelles" né in quello sugli eurocrati illuminati che lavorano nell'interesse pubblico. La vera storia della banana viene dalla prima linea del processo legislativo europeo, e offre uno sguardo su un mondo di interessi industriali e di negoziati dietro alle quinte. Nella vera Bruxelles del 1994, in contrapposizione al mondo dei sogni dei tabloid, non erano solo i funzionari a uscire di testa per regolamentare le banane, ma anche dei lobbisti e dei funzionari governativi.

Ecco i fatti.

Lungi dall'essere un sogno febbrile di burocrati impazziti, il regolamento sulle banane è stato richiesto dalla Copa-Cogeca, la lobby degli agricoltori europei, come la Commissione ha sottolineato in una risposta all'interrogazione di un deputato del Parlamento europeo nel 1994. L'intenzione della norma era di migliorare la qualità delle banane coltivate all'interno dell'Ue, in luoghi come i territori tropicali d'oltremare della Francia. Gli standard più elevati dovevano rendere le banane europee competitive con i prodotti provenienti dall'esterno dell'Ue, ha spiegato la Commissione in una recente lettera.

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In seguito alla richiesta della Copa-Cogeca, la Commissione ha istituito un gruppo di lavoro di esperti che, letteralmente, si è occupata di risolvere gli aspetti più problematici della norma sulle banane. Mentre gli esperti si sono incontrati tra il 1993 e il 1994, la Commissione ha subito pressioni da parte dei gruppi commerciali. La sola Associazione europea del commercio delle banane (Ecbta) ha inviato alla Commissione non meno di otto lettere in quel periodo.

"Sarebbe certamente possibile ottenere risultati più rapidi se l’Ecbta fosse autorizzata a mettere sul tavolo delle trattative una bozza accettata dai nostri membri", scrive un rappresentante dell’organizzazione nella prima di queste lettere. Con la creazione di un gruppo di lavoro per superare le differenze tra i suoi membri, l'associazione si è lanciata in un lungo negoziato con la Commissione. Nelle sue lettere, il gruppo ha fornito suggerimenti dettagliati fino alle dimensioni e ai difetti ammissibili del frutto. Alla fine i suggerimenti dei lobbisti hanno avuto un forte impatto sull'esito finale della norma.

Suggerimento francese

Anche gli stati membri hanno fatto pressioni, come dimostrano i documenti. Uno dei principali punti di divergenza tra di essi riguardava la necessità di regolamentare solo le banane acerbe, le banane verdi o tutte le banane. La Francia era di gran lunga il paese più attivo. Il governo francese inviò non meno di sei lettere e fax a Bruxelles, che furono desecretati dalla Commissione solo dopo aver ottenuto il via libera da Parigi. 

Una missiva del gennaio 1994 contiene suggerimenti dettagliati e includeva il testo completo di una legge francese del 1975 che stabiliva, tra l'altro, che le banane di altissima qualità non dovevano presentare "malformazioni o curvature anomale". Sei settimane dopo, i funzionari hanno inserito una frase quasi identica in un documento di lavoro sulla nuova legge. Hanno inviato il loro suggerimento al gabinetto del loro referente politico, il commissario lussemburghese per l'agricoltura René Steichen. Altre lettere dei governi tedesco e spagnolo sostengono la messa al bando delle banane con curvatura anomala. 

Patatine al gusto di cocktail di gamberi

I documenti non chiariscono del tutto se il suggerimento di vietare le banane con curvatura anormale sia venuto prima dai francesi, ma chiaramente il fax da Parigi contiene la prima menzione di frutta "con curvatura anormale". Una pratica che si inserisce in formato legislativo caratteristico dell’Ue, per cui "molte norme esistenti nei singoli paesi sono adottate dall'Ue per il mercato europeo", spiega l'ex funzionario della Commissione Charlie Pownall.

Nel frattempo, Londra è apparsa poco entusiasta delle proposte. "Prima di tutto, devo sottolineare che il Regno Unito non è a favore di una serie inutilmente complesso di standard", recita un fax da Whitehall [sede dell’amministrazione britannica] agli Stati di Bruxelles. "Preferiremmo uno standard semplice che migliorasse gli standard già applicati da commercianti e rivenditori". I britannici si sono opposti in particolare a "qualsiasi sistema di classificazione che colleghi la qualità alla dimensione".

Il governo, allora guidato dal primo ministro conservatore, John Major, "si è impegnato a rimuovere i requisiti superflui", si legge. "Si tratta di una questione che ci sta molto a cuore".

Purtroppo però non stava a cuore a sufficienza perché il governo lo spiegasse e lo difendesse dinanzi all’opinione pubblica. Major e il suo governo, a parte il ministro degli esteri, su posizioni più eurofile, "hanno fatto poco per contrastare queste leggende", dice Pownall, che ha lavorato come addetto stampa per la Commissione europea a Londra nei primi anni Novanta. A questa mancanza di comprensione si aggiunge il fatto che i giornali britannici raramente si occupano di come sono fatte le leggi europee, dice Pownall, “e quindi il processo politico non è stato coperto".

Alla fine, i dubbi britannici sulla norma non hanno impedito La sua entrata in vigore, il 16 settembre 1994. La versione finale stabiliva requisiti minimi per le banane fortemente influenzati dai desideri di alcuni governi dell'Ue e dei negozianti di banane, anche se il risultato finale era più dettagliato di quanto da essi richiesto. Nei fatti, era una legge scritta da lobbisti e governi.

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