“Per quanto ne sappiamo, in questo momento Angela Merkel sta pensando a come sciogliere l’euro”, situazione attuale, il promemoria sottolinea che
francamente il piano non funziona. La Grecia è una zona disastrata. Irlanda e Portogallo hanno fatto qualche timido progresso, ma ancora li attende un lungo cammino e potrebbero finire facilmente fuori strada. Peggio ancora, sembra che la Spagna avrà bisogno di un bailout completo e non di un intervento limitato alla banche come avevamo sperato.
L’Economist prosegue elencando i pro e i contro della Grexit e di un’uscita dall’eurozona di diversi paesi. Nello stile di un dispaccio mandarino, espone le difficoltà legali di un’uscita dall’euro, paragonata a un “Hotel California da cui non si può andare via”. Infine i finti funzionari concludono il memorandum:
Tra le due opzioni, pensiamo che lo scioglimento abbia più senso economico rispetto all’uscita della sola Grecia. Ma vogliamo sottolineare che nel primo caso il rischio economico e finanziario di un fallimento è di gran lunga maggiore, e realizzare lo scioglimento sarebbe molto più difficile che coordinare l’uscita della Grecia. Inoltre entrambe le soluzioni hanno un grosso difetto: anche se funzionassero, i benefici arriverebbero nel lungo periodo, mente i costi dovranno essere sostenuti nell’immediato. E il peso ricadrebbe su di lei e sul suo governo.
Perché gli eco-investitori si ritrovano a finanziare le “Big Oil”? A quali stratagemmi ricorre la finanza per raggiungere questo obiettivo? Come possono proteggersi i cittadini? Quale ruolo può svolgere la stampa? Ne abbiamo discusso con i nostri esperti Stefano Valentino e Giorgio Michalopoulos, che per Voxeurop analizzano i retroscena della finanza verde.
Vedi l'evento >